Dipendenza da sostanze alcoliche e gioco d’azzardo

Introduzione

Il Servizio di Abuso e Dipendenza da sostanze alcoliche e Gioco d’Azzardo Patologico è attrezzato per la diagnosi, la terapia e la riabilitazione degli specifici comportamenti di dipendenza.
 
L’approccio terapeutico muove dal presupposto che le cause della dipendenza da sostanze e da comportamenti siano patologie dovute a più fattori predisponenti (di tipo fisico, psichico e sociale) e che, conseguentemente, il trattamento debba rivolgersi a ciascuna delle aree coinvolte (alcologica, psichiatrica, psicologica, medica e sociale), con una presa in carico sia del paziente che della sua famiglia. Fondamentale in quest’ottica il lavoro multidisciplinare degli specialisti che operano nella Casa di Cura (alcologi, psichiatri, psicoterapeuti individuali e di gruppo, internisti, neurologi, musicoterapeuti, fisiokinesiterapeuti, etc.).

I disturbi da consumo patologico di alcol (Alcolopatie)

Le “alcolopatie”, cioè le patologie causate dall’alcol, sono caratterizzate da due grandi manifestazioni: l’Abuso alcolico e la Dipendenza alcolica. Abuso alcolico: abusare di bevande alcoliche non significa berne quantità spropositate. L’abuso avviene quando il consumo è eccessivo rispetto alle capacità di smaltimento (capacità metaboliche) che ogni singolo individuo possiede. In alcune persone queste capacità sono maggiori rispetto ad altre e quindi ciò che per alcuni può essere troppo per altri è poco e viceversa. Tuttavia anche per la stessa persona una determinata quantità di alcol può essere eccessiva o moderata a seconda delle condizioni in cui si trova e/o dei farmaci che sta assumendo. Alcoldipendenza: la dipendenza da alcol (Alcolismo o Etilismo) è caratterizzata dall’impossibilità di smettere di bere anche quando la persona si rende conto che quella sostanza (l’alcol etilico contenuto in tutte le bevande alcoliche) crea gravi problemi.
In altre parole, una persona che ha sviluppato la dipendenza, diventa schiava dell’alcol e non riesce più a controllarlo. Se all’inizio pensava di poter smettere quando voleva e di poter gestire l’alcol a suo piacimento, col tempo si rende conto che la sola forza di volontà non basta. A questo punto è l’alcol che controlla la persona e non viceversa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha già da molti anni riconosciuto l’alcoldipendenza come una vera e propria malattia che, a un certo punto del processo di alcolizzazione, aggira la consapevolezza e la volontà di una persona, spingendola a bere al di là di ogni logica, contro il suo stesso interesse, con modalità quasi automatiche. L’alcoldipendenza è stata inserita ufficialmente nei manuali diagnostici e statistici delle più prestigiose associazioni mediche e psichiatriche (ad esempio l’ICD9 o il DSM (Diagnostic and Statistic Manual) della American Psychiatric Association).

Gioco d’Azzardo Patologico (GAP)

Il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) è una malattia mentale che è stata classificata dall’Associazione Psichiatrica Americana (APA American Psychiatric Association) all’interno dei “Disturbi di Dipendenza Comportamentale”. I giocatori compulsivi (o patologici) sono quindi quegli individui che si trovano cronicamente e progressivamente incapaci di resistere all’impulso di giocare. Il loro comportamento compromette e distrugge le loro relazioni personali, matrimoniali, familiari e lavorative. Il giocatore patologico non presenta caratteristiche somatiche, di età, di sesso o di classe sociale che lo rendano “riconoscibile”. Tuttavia, dal punto di vista psicologico, più frequentemente è un individuo con struttura della personalità narcisista, dipendente e impulsiva.
Spesso, sotto una facciata boriosa, nasconde un’autostima molto bassa. La prima domanda che ci si pone davanti ad una persona che si è rovinata con il gioco è: “Ma perché non si è fermato prima?”. Nelle dipendenze, in realtà, si determina tutta una serie di circoli viziosi che automantengono il comportamento. Nello specifico del gioco d’azzardo il meccanismo principale è il “chasing”, cioè l’inseguimento delle perdite. Spesso infatti dopo una prima fase caratterizzata da vincite esaltanti, la tendenza dell’individuo predisposto all’abuso è di “rincorrere” altre vincite, aumentando la frequenza di gioco e le puntate. Quando inizia a perdere, attribuisce i fallimenti ad un “periodo sfortunato” e tende ad aumentare il rischio, nell’illusione di poter ottenere vincite più alte. Le perdite a questo punto superano di gran lunga le vincite ed inizia così la fase dell’inseguimento delle perdite (chasing), cioè il tentativo di recuperare il denaro perduto con un “colpo di fortuna”. Il gioco viene a questo punto visto come l’unica possibilità di redenzione e recupero.

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